Nuove indicazioni UE per l’Italia

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Nuove indicazioni UE per l’Italia

Nell’ultima riunione del Consiglio europeo, gli stati membri hanno presentato nuove indicazioni vincolanti per le future politiche energetiche.
La prima importante indicazione consiste in un impegno concreto per ridurre del 20% le emissioni dei gas serra, rispetto alle emissioni del 1990.
Il secondo impegno consiste nel ridurre del 20% i consumi energetici, rispetto alle proiezioni stimate nel Libro Verde, entro il 2020.
Il terzo impegno consiste nell’aumentare del 20% l’energia proveniente da fonti rinnovabili.

La condizione italiana attuale

Nel protocollo di Kyoto, l’Italia si era impegnata a ridurre del 6,5%, entro il 2012, le 530 milioni di tonnellate di emissioni gassose prodotte nel 1990.
Purtroppo negli anni le emissioni gassose invece di diminuire, sono aumentate del 20% (nel 2004 registrate 583 milioni di tonnellate).  In questi ultimissimi anni, sono state presi provvedimenti che si spera, possano creare le condizioni per una inversione di tendenza.
Il dato di fatto, è che l’Italia deve puntare alle 416 milioni per il 2020; un impegno importante che richiede grandi sforzi su molti campi.

Liberalizzazione Mercato Elettrico

Sì del Consiglio dei ministri al decreto legge con misure per accompagnare gli utenti verso la totale apertura del mercato elettrico che scatta il 1° luglio. Il decreto legge interviene con misure di tutela per fare in modo che chi vuole muoversi verso nuove offerte «possa farlo subito senza incorrere nel rischio di aumenti ingiustificati dei prezzi e chi, invece, vuole rimanere con il proprio vecchio fornitore possa farlo continuando ad avere le garanzie attuali fino a quando il processo di liberalizzazione non sarà compiutamente realizzato». Per il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani si tratta delle «prime misure per fare sì che chi può andare a star meglio possa farlo e che nessuno vada a star peggio».

Il decreto legge Bersani sulla liberalizzazione del mercato elettrico prevede «gare pubbliche» per assicurare alle grandi imprese (quelle con oltre 50 dipendenti) che non scelgono un nuovo fornitore il servizio «di salvaguardia» cioè per assicurare la continuità della fornitura di energia elettrica. Questo servizio sarà temporaneamente svolto dalle imprese di distribuzione e dalle loro società di vendita «ma al più presto il ministero dello sviluppo economico individuerà i fornitori attraverso procedure concorsuali. I criteri di organizzazione del nuovo servizio saranno tali da incentivare le imprese a rientrare nel mercato in poco tempo, utilizzando, quindi, la salvaguardia solo come servizio temporaneo». Ecco in pillole, il contenuto del decreto legge.

Regime di tutela

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas indicherà condizioni standard di erogazione e prezzi di riferimento nelle forniture di energia elettrica e del gas.

Regime di garanzia

Garanzia di erogazione del servizio in continuità con la situazione attuale per clienti domestici e Pmi che non scelgono un nuovo fornitore sul libero mercato: questi clienti continueranno a beneficiare delle attuali condizioni del servizio e delle economie di scala che derivano dall’approvvigionamento tramite Acquirente unico.

Servizio di salvaguardia

Assicurato un servizio di salvaguardia agli altri clienti non domestici che scelgono un nuovo fornitore di energia elettrica e a chi transitoriamente dovesse rimanere senza fornitore.

Regole di trasparenza

Per l’avvio del mercato per i clienti domestici sono previste regole di trasparenza con obbligo di separazione societaria tra attività di vendita e attività di distribuzione di energia elettrica, con la separazione funzionale tra la gestione delle infrastrutture del sistema elettrico e di quello del gas naturale dal resto delle attività. Garanzia di accesso tempestivo e non discriminatorio ai dati di misura relativi ai consumi dei clienti finali elettrici e del gas. I fornitori di energia elettrica sono obbligati a informare i propri clienti sul mix di fonti energetiche usato per la produzione di energia e a indicare le fonti informative sull’impatto ambientale della produzione.

Fonte: Il sole 24 ore

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